Il quartiere lombardo di Messina

 

  <<Un esempio mirabile di attività svolgevano intanto il Comitato Lombardo e quello piemontese che con i fondi raccolti a Milano e a Torino dopo aver provveduto al soccorso immediato dei profughi, e poi a creare e sussidiare iniziative diverse in tutta la regione devastata stabilirono di dotare Messina di opere durevoli, portando nello stesso tempo un immediato beneficio alle disagiate condizioni della cittadinanza.

Costituitosi in Ente morale l’Opera Pia Lombarda a Messina, chiese ed ottenne un’area di circa 36.000 m.q. nella nuova zona d’ampliamento della città, area fronteggiata dal prolungamento del Viale San Martino e fiancheggiata dal torrente Zaera. Su di essa subito dopo la pubblicazione del R.D. 18 aprile 1909, che approvava e rendeva obbligatorie le nuove norme tecniche e igeniche, gli ingegneri on. Carlo Nava e Carlo Brogi progettarono la costruzione di un orfanotrofio, di un asilo e di un gruppo di case economiche.

L’orfanotrofio venne per primo sollecitatamene compiuto, arredato e fornito del necessario personale. Aperto il 28 dicembre 1910 prestò subito ricovero ad un buon numero di orfani, che in pochi mesi furono portati al centinaio. Era un edificio ampio che coi cortili occupava 6.000 m.q., comodo per la disposizione dei vari padiglioni e di sobria eleganza, costruito in cemento armato e prospiciente sullo stesso giardino che ora fronteggia il grandioso palazzo che lo ha sostituito, fra le due ali di case.

Allorché si presentò il problema del collocamento degli orfani di guerra, mano a mano che quelli del terremoto si diradavano per la raggiunta maggiore età, l’Orfanotrofio Lombardo  passò alle dipendenze del Patronato Nazionale e nel 1931 venne demolito completamente.

 

Orfanotrofio del Comitato Lombardo e Asilo Infantile C.Castiglione

 

Ai fianchi dell’orfanotrofio il Comitato ha costruito le “Case lombarde” che fra il 1911 e il 1912 furono date sollecitatamene in locazione ai messinesi superstiti del terremoto per un modesto canone di affitto. Complessivamente le case sono 23 divise in 104 appartamenti con 500 vani oltre 12 botteghe sul viale San Martino e l’Asilo infantile intitolato alla memoria del comm. Carlo Castiglioni filantropo lombardo.

L’ammontare delle opere costituenti il Quartiere Lombardo ascese a circa 1.600.000 lire.

Per molti anni coi proventi delle pigioni furono affrontate le spese di esercizio dell’Orfanotrofio e dell ‘Asilo, e nel 1925 l’Opera Pia Lombarda con una pratica valutazione del momento economicondeliberò di vendere le case ricavando da questa operazione, a tempo effettuata, un notevole importo, parte del quale essa ha già speso nei nuovi asili costruiti.>>

Le Case lombarde –via Milano

 

 

 

 

<<In quei tempi stessi la Società Umanitaria di Milano aveva costruito con soli due milioni di lire , 700 appartamentini per famiglie fuori porta MARCELLO, in edifici solidi, di una ruvidità non grave e non povera, con qualche grazia , anche , decorativa; con cortili lieti di vegetazione, con padiglioni centrali per bagno, lavatoio, palestra ginnastica, teatrino, biblioteca e scuola di avviamento professionale.>>

 

 

 

 

<<Le superstiti palazzine liberty del “Quartiere Lombardo”, progettato dagli ingegneri Cesare Nava e Carlo Broggi, con delicati fregi in ceramica, costituiscono uno dei rari elementi di pregio ancora esistenti nella vasta urbanizzazione a valle di Zaera: la ricostruzione eseguita nell’ultimo dopoguerra con criteri speculativi ha, come è noto, sconvolto l’assetto urbanistico degli anni della ricostruzione travolgendo anche edifici di notevole interesse.>>

<< Gli appartamenti del Quartiere Lombardo di Messina furono costruiti dopo il terremoto nel 1910 dall’Opera Pia Lombarda. Si tratta delle prime case costruite con norme antisismiche, con una struttura in pilastri di cemento armato, con pareti leggere, in mattoni forati, con cordoli di sostegno anch’essi in cemento armato. L’insieme delle costruzioni comprendeno gruppi di palazzine a due piani con zone di isolamento destinate a giardinaggio. Ogni palazzina è composta da quattro appartamenti. L’insieme delle case fu costruita in una zona di Messina sud , al confine col centro storico della città, limitata dal torrente Zaera a nord (corrispondente all’attuale Viale Europa), via Salandra a sud, viale San Martino ad est e via Porta Imperiale ad ovest (corrispondente all’attuale via Catania). L’intero complesso era diviso, longitudinalmente in due parti da una zona destinata ad ospizio, dove successivamente è stato costruito l’Istituto don Bosco.

Tutte le vie del complesso portano i nomi di città lombarde (via Cremona, Como, Brescia, Bergamo, Milano, Monza, e Pavia). Tutti gli appartamenti del piano terra dispongono di un giardino. L’Opera Pia Lombarda mantenne la proprietà degli appartamenti per il periodo concesso alle opere pie di possedere beni immobili (10 anni) per cui, allo scadere del predetto periodo, gli appartamenti furono ed acquistati in gran parte da coloro che occupavano gli appartamenti stessi. E’ da ricordare, a questo punto, che i nuovi proprietari degli appartamenti prospicienti la via Risorgimento, strada parallela al viale san Martino che attraversava il complesso, rivendicarono la proprietà, ad uso giardinaggio, della stessa via, essendo la larghezza di essa inferiore a dieci metri, non consentendo le norme urbanistiche che una via di larghezza così ridotta fosse destinata ad uso pubblico.

Gli interessati in possesso degli appartamenti prospicienti la predetta via avanzarono, pertanto, la richiesta al Comune di poter utilizzare la via ad uso privato per giardinaggio.

La richiesta rifiutata dal Comune determinò una lunga vertenza con il rifiuto accanitamente sostenuto anche dalla pubblica opinione. Alla fine, però, i proprietari ebbero partita vinta e furono quindi in grado di utilizzare la strada aumentando la superficie destinata al giardinaggio.>>

 

 

Nell’aprile del 1913 compare l’Eden Cinema-Concerto, sul Viale San Martino (Quartiere Lombardo), in cui il fratello del proprietario, Giovanni Rappazzo, giovanissimo, fece l’operatore e, in seguito ad un incidente tecnico capitatogli durante una proiezione, ebbe l’idea dell’invenzione del cinema sonoro, a se rivendicata (inutilmente) per tutta la vita.

Il 10 luglio 1924, incendio del quartiere baraccato  del settore americano, di fronte al quartiere Lombardo, tra viale San Martino e via La Farina, che distrusse 200 baracche ( 410 vani) il Liceo Ginnasio , la Scuola normale e una chiesa.

 

 

 

Case Feltrinelli vista panoramica

 

 

<<Queste abitazioni’ sopra le rovine del 1908,  costruì -per le modeste borse del popolo- Giuseppe Feltrinelli, negoziante lombardo, e donò alla città di Messina -per XXV anni sua patria elettiva- riconoscente, a ricordo perenne dell’atto magnanimo, il Municipio pose.-Maggio MCMXV                                                                    Tommaso Cannizzaro dettò >>

 

 

Case Feltrinelli: decoro in maiolica

 

 

Una proposta di piano regolatore per Messina fu redatta dall’architetto milanese Augusto Guidini (1853-1928) e pubblicata nel suo ”Piano Regolatore della città di Messina”, (Milano1910).

 

 

Nel piano del 1910 proposto dal Guidini per Messina, la cui idea per l’autore “E’ lo  scioglimento di un voto”, essendo fortemente colpito dalla sorte della città dove era presente nel periodo seguente al sisma:

“Lo studio di un Piano Regolatore della città di Messina conquistò l’animo mio sin dai giorni luttuosi dei primi provvedimenti; e nelle dolorose impressioni di quelle ore tragiche, al copsetto delle monumentali e fumiganti rovine, e di quell’ampia e desolata distesa di macerie…”, così scrive nella relazione.