Saponara, Cacciatori e
Domatori

I Cacciatori e i Domatori costituiscono due figure
obbligate della rappresentazione carnevalesca di Saponara, che
vede come maschere principali quella dell'Orso e della Corte Principesca.
Dai tratti figurativi realistici, i Cacciatori e i Domatori interpretano se
stessi, ovvero, gli artefici della caccia all'Orso voluta dal Principe di Saponara, per
porre fine alle aggressioni del feroce animale.
Nella finzione carnevalesca, tuttavia, i Cacciatori e i Domatori
assumono altre valenze, essi infatti diventano strumento di potere nelle mani del
Principe. Sono loro a trattenere o incoraggiare le aggressioni rituali dell'Orso.
S. Stefano Briga, Cacciatori

Tra i mascheramenti più diffusi e tipici in uso un tempo a S. Stefano Briga si ricorda quello dei Cacciatori, che si
rendevano protagonisti di una singolare azione rituale. Andavano, infatti, in giro, spesso
in coppia, in cerca di donne, possibilmente giovani e graziose, bersaglio preferito delle
loro scorribande.
Una volta intercettate, le inseguivano fino a raggiungerle, e se le
prede non riuscivano a trovare rifugio, magari in qualche casa ospitale, i singolari Cacciatori
carnevaleschi soffiavano addosso alle malcapitate crusca in abbondanza, che veniva
fuori a fiotti da canne forate innestate in un finto calcio di fucile, sulle quali
soffiavano incessantemente.
Il tema rituale proposto da queste maschere, dette ciuscíaturí (soffiatori),
proprio per l'azione che li caratterizzava, è da collocare tra quelli che replicano la
contrapposizione e il contrasto tra il Bene e il Male, nel tentativo di esorcizzare
quest'ultimo e allontanarlo così dalla realtà di vita abituale.
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