S. Stefano Briga,
Vecchia di Carnevale (Vecchia di Cannaluvari)

Tra le maschere di più antica memoria
di S. Stefano Briga, c'è da segnalare quella della Vecchia di
Cannaluvari. Dalle forti valenze simboliche rituali, la Vecchia di Cannaluvari
costituisce una figura carnevalesca archetipica che incarna il male da espellere
periodicamente dalla comunità.
"Qualche altra persona - scrive Placido Andriolo - avvolgendosi un fazzoletto alla
testa, portando delle pelli lanose sulle spalle e sotto una veste lunga, dei panieri
intorno ai lombi, reggendo nella destra un fuso, nella sinistra la conocchia, che era un
ramoscello di erica, assumeva l'aspetto di una terribile e paurosa vecchia, camminando
come una bestia a balzelloni".
Novara di Sicilia, Vecchio e Vecchia
(Cinniraru e Cinnirara)
Tra le maschere principali del corteo carnevalesco di, u
Cinniraru e a Cinnirara, interpretavano in maniera esemplare uno dei temi ricorrenti
del Carnevale, ovvero il contrasto tra il Bene ed il Male, reso tangibile da azioni di
contrasto e lotta fisica rituale. Emblematica coppia di anziani litigiosa, u Cinniraru
e a Cinnirara con il loro comportamento trasgressivo generavano tra la gente reazioni
contrastanti.
Lungo tutto l'itinerario carnevalesco, il vecchio inseguiva la
malcapitata moglie e la colpiva ripetutamente con un pezzo di fera (ferula) sulla
gobba posticcia, dileggiandola sonoramente. Lei tentava disperatamente di trovare rifugio
tra gli spettatori sorpresi e divertiti che, puntualmente, si ritrovavano nel bel mezzo
della lite, sommersi da abbondanti manciate di cenere che schizzavano fuori dalla gobba
della Cinnirara o che venivano lanciate dal Cinniraru.
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