La "Sanderson"

Una delle più antiche ditte agrumarie del mondo e, certamente, la prima fabbrica moderna per la produzione dei derivati agrumari, fu fondata a Pistunina (Messina) nel 1817 dall'inglese William Sanderson. William Sanderson, ufficiale della Marina di S. M. Britannica, ferito mentre combatteva nel Mediterraneo agli ordini dell'ammiraglio Nelson, si stabilì a Messina. Le ricche distese di giardini di agrumi gli suggerirono l'idea di crearvi un centro di lavoro per la produzione e la diffusione dei derivati agrumari, in particolar modo delle essenze. L'idea si rivelò efficace anche perché a quel tempo Messina aveva uno dei più attivi porti del Mediterraneo e, quindi, una posizione strategica per la commercializzazione dei prodotti. William Sanderson, uomo di grande iniziativa, creò una solida organizzazione aziendale, diffuse gli oli essenziali degli agrumi nell'Impero Britannico, allora in espansione e poi in molti altri paesi del mondo. La "Sanderson" si affermò sui mercati mondiali e nel corso degli anni acquisì un tale apprezzamento presso tutti i consumatori che i suoi prodotti furono commerciati su semplice garanzia di sigillo. Dopo che il suo fondatore si associò il figlio la Sanderson adottò la ragione sociale "W. Sanderson & Sons". Nel 1906 il nipote del fondatore, l'omonimo William, vendette l'azienda a due suoi collaboratori, l'italiano Giuseppe Bosurgi e l'inglese Oates e si trasferì in Sud America. Il terremoto del 1908 distrusse gran parte degli impianti e la sede commerciale della Azienda, sita nella famosa Palazzata lungo i viali del porto. Nel terremoto morirono gli Oates e i Bosurgi tranne Giuseppe, che si trovava fuori Messina e che si dedicò all'opera di ricostruzione della ditta, trasferita in un primo tempo a Catania e poi riportata a Messina nel 1911. Acquistata la quota degli Oates, Giuseppe Bosurgi si prodigò per il potenziamento della produzione dell'Azienda Sanderson; dopo alcune difficoltà incontrate negli anni della prima guerra mondiale, subito dopo la guerra, egli attuò le più progredite iniziative tecnologiche nel campo dei derivati agrumari e da allora la Sanderson conobbe un decisivo sviluppo industriale. Intorno agli anni venti Bosurgi rilevò una fabbrica austriaca per la trasformazione del citrato di calcio in acido citrico finito e trasportò gli impianti dall'Austria a Messina. La produzione di acido citrico naturale presso gli stabilimenti Sanderson, sicuramente fino al 1967, era la sola esistente in Italia, nonostante la concorrenza del prodotto biologico. Prevedendo il pericolo che l'acido citrico biologico avrebbe presentato per il citrico naturale e, conseguentemente, per il succo grezzo di limone, Giuseppe Bosurgi preferì diffondere il succo per uso di bevanda, intuendo l' importanza della sua funzione alimentare e fondò  una impresa per la distribuzione in Inghilterra del succo di limone.

Tra il 1930 e il 1938 la Sanderson si interessò del problema delle pectine degli agrumi, e tecnici stranieri furono chiamati a collaborare non solo alla produzione, ma anche allo studio dell'utilizzazione medicamentosa di esse. Nel 1935, alla morte di Bosurgi, la moglie Adriana Caneva di Rivarolo diresse l'azienda sino al 1963, anno della morte, imprimendo una enorme spinta produttiva alla Sanderson, riuscendo a superare il difficile periodo della seconda guerra mondiale e fondando una fabbrica di derivati agrumari in Argentina. Nella direzione subentrarono i figli  Leone ed Emilio. Nonostante l'azienda fosse florida, e disponesse di impianti moderni che producevano una vasta gamma di derivati:

  • succhi di arancia e limone (naturali, concentrati, pastorizzati, refrigerati, congelati, liofilizzati, sciroppati)

  • oli essenziali

  • acido citrico naturale

  • scorze di agrumi per canditi

  • aromi solubili

  • paste aromatizzanti

  • pectine ed altri derivati minori

negli anni Settanta, una crisi nel settore, mise in difficoltà l'azienda, conducendola al fallimento che fu dichiarato nel 1982. La crisi era dovuta a cause diverse: dimensioni aziendali inadeguate, mancato rinnovamento degli impianti, scelte produttive poco idonee, recessione economica mondiale dovuta alla crisi energetica, concorrenza di altri paesi in grado di produrre a costi inferiori. L'intervento delle autorità regionali, non solo per garantire l'occupazione di centinaia di dipendenti ma anche per salvare una azienda antica e prestigiosa, ha fatto si che grazie ai fondi della Cassa per il Mezzogiorno la Sanderson riprendesse la sua attività, sia pure sotto diversa denominazione - "Agrumaria Meridionale S.p.A.