
Ritenuti
fino a qualche anno fa, al pari del doppio flauto, definitivamente scomparsi, almeno dalla
pratica strumentale attiva, il clarinetto di canna semplice e quello doppio sono stati
restituiti allo strumentario tradizionale grazie alla "memoria organologica" di
alcuni dei pių abili ed esperti suonatori dei Peloritani. La loro riscoperta, oltre a
completare il quadro tipologico degli aerofoni pastorali attestati nell'area dei
Peloritani, ha contribuito a chiarire, nel caso specifico del doppio clarinetto, gli
stretti legami di parentela organologica che uniscono la zampogna a paro agli aerofoni
bicalami. Il clarinetto semplice, che si ricava da un segmento di canna sul quale si
incidono sei o sette fori digitali pių uno posteriore, monta un ancia semplice con taglio
inferiore.
Il doppio clarinetto č invece
composto da due corti tubi di canna di lunghezza diseguale, che montano ance semplici con
taglio inferiore (zammare). Lo si suona a canne divergenti, con le due mani separate,
replicando lo stesso schema esecutivo che si applica alla zampogna e al doppio flauto. Al
pari del doppio flauto di canna, il clarinetto semplice e doppio non hanno mai assolto
funzioni musicali pienamente autonome. Piuttosto, sono da assimilare a strumenti didattici
destinati all'uso infantile per apprendere le prime elementari nozioni di tecnica
strumentale.