La zampogna: accordatura


accordzamp.jpg - 60446,0 K Una buona accordatura della zampogna, dicono i suonatori, dipende essenzialmente da una buona conza, vale a dire dalle qualità delle ance impiegate, dalle lunghezze delle stesse, e ancora dall'adeguata apertura delle lamelle messe in vibrazione dalla colonna d'aria che s'introduce nelle canne. Troncato dalla cannizzola il segmento utile, con nodo superiore, per realizzare la zammara, si libera prima una striscia longitudinaledella pellicola corticale per poi procedere con gesti sicuri al taglio della lamella, dal basso verso l'alto rispetto al nodo; si introducono, quindi, con estrema delicatezza, fin sopra l'estremità superiore della lamella, dei sottili fili di stuppa, canama (canapa). Sfregate, poi, una per una, energicamente tra le mani ('a stricatedda da' zazmmara pi' pariggiari 'u sonu), le ance sono pronte per essere fissate sugli chanters e sui bordoni, badando che non siano lenti d'incascio, ovvero che la sezione inferiore, mediante opportune rifiniture (smasciateddi), sia perfettamente a tenuta. Ultimata la conza e collocati gli chanters nella busciola, si "mette in suono" la zampogna o meglio, come dicono i suonatori, si spara 'a ciaramedda. Rettificate così con graduali interventi le zammare, o meglio le lamelle delle ance, affinchè consentano un regolare ed omogeneo afflusso d'aria negli chanters, per dirla con i suonatori, quannu 'a ciaramedda pigghia 'u ciatu giustu e di testa spara para, si procede all'accordatura degli chanters, ovvero alla verifica dell'intonazione delle rispettive note emesse rispettivamente dalla canna ritta e da quella manca.
È 'u puttusu d'arreti da' canna ritta - dicono i suonatori - chi cumanna 'u sonu da' ciaramedda, ossia è intervenendo sul foro posteriore dello chanter destro che ha inizio l'accordatura vera e propria della zampogna. Se è necessario, infatti, si modifica, con l'impiego di cera d'api, l'apertura del foro digitale posteriore, o in lacuni casi si libera invece, mediante l'uso di un punteruolo, dalla cera superflua, affinchè si raggiunga l'esatto intervallo di terza con la nota emessa dal primo foro digitale della canna sinistra, 'a manca, sul quale non si interviene mai per modificare l'apertura. Secunnu 'u sonu che fa - dice Sostene Puglisi - si vidi a unni c'è mancanza e si cogghiunu i buca, ovvero in relazione alla nota emessa, si verifica su quali fori bisogna intervenire.

indietro.gif - 1226,0 K back.jpg - 1109,0 K