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Scomparse ormai da tempo dallo strumentario tradizionale, le castagnette erano deputate a scandire i battiti ritmici della danza. Idiofoni a percussione le scattagnetti sono formate, come scriveva Giuseppe Pitrè verso la fine dell'Ottocento, da "due legnetti un poco scavati, ed infilzati mobilmente, che agitati, e battuti tra le mani rendono suono". Il demologo siciliano, più in particolare, le osservava nell'orchestra ambulante carnevalesca della Tubbiana, composta da "un grandissimo tamburo ... un piffero (friscalettu), ed un paio o due castagnette". Una specifica funzione sonora rituale è tuttora assolta dal crotalo a tavolette o traccola - idiofono a percussione formato da tavolette mobili battenti su un corpo centrale con manico - nei giorni del Triduo pasquale, quando la Chiesa vieta l'uso delle campane. Spetta, infatti, alle troccule annunciare gli itinerari processionali e i riti penitenziali. Più raramente, invece, si osservano per assolvere gli stessi compiti sonori le raganelle - idiofoni a raschiamento - il cui suono crepitante è prodotto da una lamella di legno che batte sui denti di una ruota messa in moto roteando il corpo dello strumento mediante un manico.

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