In tema di Carnevale un uso rituale pienamente funzionale delle
conchiglie sopravvive ancor oggi a Saponara, in occasione della tradizionale Sfilata
dell'Orso e della Corte Principesca che ha luogo il martedì Grasso. A differenza però
dei consueti suoni in libertà di cui sono esperessione esemplare in altri cerimoniali
carnavaleschi, le conchiglie di Saponara replicano parossisticamente una sequenza ritmica
scandita dal battito di uno o due rullanti, assumendo così un'insospettata e singolare
dignità di strumento musicale. Benchè assediati da altri fonti sonore, quali le sempre
più numerose bande musicali e gruppi folkloristici, i suonatori di brogna assolvono ad
una funzione essenziale nella rappresentazione carnevalesca di Saponara: quella di
annunciare l'azione rituale principale che vede protagonista la maschera dell'Orso.
Benchè trattenuto dalla catena e dalle corde dei
Domatori,
guardato a vista da due Cacciatori, e osservato, compiaciuti, dal Principe, dalla
Principessa e dalla Corte Regale, l'Orso alterna ambigui gesti di socialità, invitando le
donne a ballare ad improvvise aggressioni, replicando così precisi modelli
comportamentali previsti dal cerimoniale carnevalesco. Soffermandoci sul versante più
strettamente musicale, c'è da aggiungere che a Saponara i suonatori dibrogna,
accompagnati isoritmicamente dai battiti del tamburo (solitamente un rullante), eseguono
all'unisono una cellula ritmica, più propriamente un "ostinato" in tempo
binario, suddiviso in duo frammenti, il primo composto da otto semicrome ed il secondo da
due crome e una semiminima. Resta ancora da osservare che la diversità delle conchiglie
(dimensione, spessore, volume della spirale), e dunque il diverso taglio di intonazione e,
ancora, la difficoltà d'insufflazione sul piccolo orifizio, determina nel corso
dell'esecuzione dell'ostinato ritmico una sovrapposizione di armonici con produzione di
continui battimenti.