Al violino, alla
chitarra e al mandolino, che non appartengono in maniera esclusiva allo strumentario
agro-pastorale della provincia di Messina, si riconosceva un ruolo centrale nella pratica
musicale di tradizione orale, sia in occasioni festive-cerimoniali che in altre di
carattere devozionale-religioso. Suonati solitamente da artigiani (falegnami, barbieri,
sarti, calzolai, fabbri, etc.), che vantavano quasi sempre elementari competenze musicali
teoriche e, non di rado, un bagaglio tecnico-esecutivo di prim'ordine, il violino, la
chitarra e il mandolino erano richiesti soprattutto in occasione di scadenze festive per
l'ampio repertorio di musica a ballo (polche, mazurke, valzer) che proponevano. La
chitarra si utilizzava anche, con funzioni di accompagnamento, nel canto carnevalesco, 'a
ciuri di pipi, e nell'esecuzione di stornelli, nel tipico organico strumentale
comprendente anche il violino ed il mandolino. Il violino, talvolta, assieme alla
chitarra, accompagnava i versi di fede popolare delle novene, eseguite a richiesta dinanzi
a immagini sacre, di casa in casa, dai suonatori orbi o nuviniddari, attivi soprattutto in
territorio urbano.